Un viaggio affascinante e spesso turbolento attraverso la dinastia Giulio-Claudia, che governò Roma dal 14 al 68 d.C. Questo periodo cruciale vide susseguirsi figure complesse e controverse: da Tiberio, inizialmente un amministratore cauto e capace che consolidò il potere imperiale, trasformatosi poi in un paranoico recluso che si ritirò a Capri; a Caligola, la cui breve e sanguinosa tirannia è diventata sinonimo di follia imperiale e stravaganza. Seguì Claudio, imperatore inaspettato, che, nonostante le sue fragilità fisiche e la manipolazione da parte della corte, attuò importanti riforme amministrative, estese la cittadinanza romana e conquistò la Britannia, espandendo l'Impero. Infine, Nerone, che da giovane promettente mecenate delle arti, degenerò in un tiranno dispotico, i cui eccessi, come la presunta responsabilità dell'incendio di Roma, e le sanguinose lotte intestine per il potere portarono alla caduta della dinastia e a un catastrofico anno di guerra civile, segnando profondamente il destino e l'eredità politica di Roma.